STEFANO PIEMONTESE L’EROE FUSCALDESE

2026-03-15 15:25

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Territorio,

STEFANO PIEMONTESE L’EROE FUSCALDESE

Un grande della politica internazionale che predicava la libertà, un rimpianto per i tempi moderni in cui si vive in guerre scatenate proprio dalla potenza

Un grande della politica internazionale che predicava la libertà, un rimpianto per i tempi moderni in cui si vive in guerre scatenate proprio dalla potenza più forte del pianeta, il presidente democratico John F. Kennedy, disse in occasione della sua visita a Berlino Ovest il 26 giugno 1963, in quella Germania che aveva scatenato la seconda guerra mondiale: “Ich bin ein Berliner – Io sono di Berlino”. Perché scomodare Kennedy in questo pezzo, perché parlò agli statunitensi di essere cittadini attivi, pronunciando la famosa frase: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”. Uno statista di altri tempi, un personaggio che per le sue idee democratiche fu ucciso in un vile attentato. Quel giorno morì la speranza di un mondo più democratico ed equo. Questa la premessa, che spiegheremo meglio successivamente, per introdurci in un racconto che farà rizzare le orecchie. come ai più sensibili dopo aver letto la frase di Kennedy avrà avvertito la pelle d’oca dall’emozione. E di emozioni in quest’articolo ce ne saranno veramente tante. Ma andiamo per gradi: io sono di Fuscaldo, possiamo iniziare così, con questa frase semplice alla Kennedy per affermare come la splendida località marinara sul Tirreno, terra di pescatori, rinomata per il festival delle alici, ricca di storia come gli scalpellini e di cultura, accoglie le persone che sanno contaminarsi con la gente locale, non è frase comune o banale ciò che si ripete da secoli: la civiltà viene dal mare. E’ l’occasione per intervistare un eroe che ha guadagnato la sua medaglia salvando ben 65 su 66 militari su una nave italiana silurata nel 1945. Armando Nesi è un giornalista che per ben 50 anni ha informato su tutto ciò che è avvenuto sulla costa, conosce moltissimi personaggi, continua il suo capillare lavoro e non gli pesano i 93 anni, anzi, con la sua semplicità, onestà, gentilezza ed effervescente entusiasmo ci trasmette l’amore per questa terra che ci diventa familiare grazie alle nuove conoscenze. Questa volta siamo in casa di un eroe di guerra, di un pescatore di Fuscaldo, figlio di pescatore che a sua volta lo era anche il nonno. E’ qualcosa di meraviglioso riuscire a filmare la lucidità di Stefano Piemontese che ricorda tanti avvenimenti della sua vita e ce ne fa partecipe. Un murales lo ritrae vicino casa con le reti in mano da pescatore, lui che con altri colleghi anche con mare mosso si inoltrava così lontano che le lampare non scomparivano all’orizzonte, mentre le donne aspettavano a casa oppure in piazzetta per scorgere qualche barca di ritorno con il pesce da andare a vendere nei paesi dell’entroterra. Un quadretto di vita che non è del tutto sbiadito, anche se le condizioni di pesca sono cambiate radicalmente, un tempo ci si affidava a questi eroi del mare, ma Stefano lo è stato per davvero anche in guerra e poi ha ricevuto dalle istituzioni italiane tante onorificenze che espone in casa. Cavaliere, commendatore, attestati, medaglie, il personaggio della giornata da raccontare è sicuramente una figura di riferimento per la città da ben 105 anni. Avete letto bene cari lettori, Stefano Piemontese ha 105 anni e 4 mesi come tiene a sottolineare durante l’intervista. Non vi nascondo che ci fa vivere momenti entusiasmanti, ci riporta ad una guerra lontana che ha mietuto milioni di vittime, ci ha fatto vivere gli stati d’animo nel preparare le reti ed imbarcarsi su barche per portare a riva pesce fresco di giornata. E’ stato marinaio nel corpo militare della Marina Militare Italiana e non poteva essere diversamente, è una longeva persona amata e rispettata da tutti a Fuscaldo, dopo il filmato ed articolo sarà conosciuta da molte più persone che potranno leggere quante eccellenze sa esprimere la nostra terra di Calabria. Sono particolarmente grato a Nesi che pilota con la sua saggezza d’esperienza questa serie di incontri per conoscere e far conoscere una realtà che esiste, è vera, dove il cuore batte per la città e per la patria. Mentre le emozioni si moltiplicano, apprezziamo l’ironia dell’intervistato che sta al gioco e rimanda al mittente allegria e battute per poi brindare assieme e darci appuntamento per festeggiare i 110 anni. Stefano Piemontese abita con il figlio Gennaro e una badante che lo accudisce, sapevamo di andare da lui in tarda mattinata, ma Stefano ci aspettava già dalle nove, anche per lui era speciale questa intervista come lo è stata per noi. Se l’artista Cesare Reda in queste occasioni continua a regalare delle croci particolari benedette, anche in questo caso molto gradite, e scattare foto che servono a documentare la visita, l’esuberanza di Oriente Anastasio ha contribuito a portare un valore aggiunto all’intervista, così come Rosicler Marca, la signora brasiliana, che ha portato un venticello di freschezza ed un fascino internazionale. Rosicler si è emozionata ascoltando nonno Stefano, che con la sua tenacia, lavoro e saper vivere, è riuscito a far studiare i figli, anche Maria Pia, che insegna a Grosseto. E’ una bella storia paesana che vale la pena conoscere, l’amico Stefano non ha lesinato a dare spiegazioni, a indicare i riconoscimenti appesi alle pareti, alle fotografie che lo ritraggono nel lavoro e nei momenti piacevoli. Diventa un orgoglio per tutti noi e grazie a Nesi siamo riusciti a portare su queste pagine e sul canale tv una persona che ha determinato la crescita di questa terra, che ha inciso fortemente sull’identità e sulla possibilità di non disperdere mai le proprie radici. Un esempio è il caro Stefano, che ci abbraccia tutti, quasi ci chiedeva di restare ancora un poco con lui perché aveva tanto altro ancora da raccontare. E’ stato a Tobruch in Libia gli ricordo che anche mio padre c’era in quella famosa guerra d’Africa e me ne sono ricordato nel filmato montato per descrivere il personaggio Stefano utilizzando proprio la colonna sonora del celebre film “La mia Africa” diretto da Sydney Pollack, la pellicola è stata candidata a undici premi Oscar vincendone sette. Impareggiabile l’interpretazione degli attori Meryl Streep e Robert Redford deceduto lo scorso 2025 a 89 anni. Come vedete e sentite, cari lettori, in questo pezzo che vorrei continuare come un fiume in piena sino a raggiungere il mare, c’è un po' di tutto: ricordi indelebili, vita privata, guerra, riconoscimenti ufficiali, vari strati di società, storia e identificazione. Peccato, manca la domanda come cibarsi per essere così longevi, l’ha suggerita Armando Nesi, probabilmente si sarebbe scoperto l’elisir di lunga vita. Con un abbraccio ed il sorriso ci salutiamo, ma quel sorriso ed abbraccio si prolunga anche in piazzetta davanti ad un mare azzurro invitante ed incantevole. Quasi le onde non si sentono affatto dopo giorni che cavalloni mastodontici hanno fatto molti danni sul lungomare. Qui ci sono persone che è opportuno citare, perché anche loro non scherzano a longevità, in questo luogo che da sempre è stato un ritrovo, grazie al locale Raggio verde, dove ci si riunisce a parlare animosamente un po' di tutto. Reda, Nesi e Arcuri, si ritrovano a far parte della discussione con: Antonio Ferrara, che tiene a precisare cognome come la città emiliana, Vincenzo Belcastro, Francesco Miceli, Carmelo Santoro, Oriente Anastasio e Franco Molino che è di Bisignano ma ha scelto di trasferirsi a Fuscaldo. Con questa splendida compagnia ci siamo trovati coinvolti e contaminati dal virus dell’amicizia e ciò può dare le dimensioni di come basta poco per trovare sintonia tra chi è più esuberante e chi è più discreto, tutti atteggiamenti condivisi che portano a farci immortalare con una bella fotografia ricordo con lo sfondo di questo mare che invita a raccontare altre storie, una più bella dell’altra. A questo punto ci proviamo anche noi come “La Città del Crati” che intende realizzare la XV edizione del Premio Letterario e delle Arti proprio qui in marina a Fuscaldo per avere protagonisti e spettatori la cultura attraverso gli amici che ci fanno desiderare di tornare più spesso e partecipare alle interminabili discussioni mattutine sino all’ora di pranzo. Termina qui la giornata da raccontare, non senza prima fare nostra le espressione: Io sono di Fuscaldo e chiedetevi cosa fate voi per il vostro Paese, ebbene chi è più pertinente saprà leggere fra le righe la risposta ad entrambi i quesiti, perché qui si continua ad operare proficuamente nonostante l’età e mantenere sempre alto lo stile di una società marinara tra le più interessanti di una costa che ha portato sino a noi la storia delle invasioni saracene, della Magna Grecia, di santi come San Francesco di Paola, una bella statua troneggia al centro della piazzetta e di naviganti, lo stesso Stefano lo è stato sia da marinaio in mare da militare che da pescatore.

Ermanno Arcuri         

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