Calabria in ginocchio. Dopo Harry, il ciclone Ulrich devasta intere aree, con danni ingentissimi. Urge una nuo

2026-02-14 16:42

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Comunicati Stampa,

Calabria in ginocchio. Dopo Harry, il ciclone Ulrich devasta intere aree, con danni ingentissimi. Urge una nuova stagione di cura del territorio.

Gli eventi atmosferici di questi giorni, in alcuni casi estremi, i cicloni che si sono abbattuti, ci ricordano

Lamezia Terme (CZ), 14.02.2026 - Gli eventi atmosferici di questi giorni, in alcuni casi estremi, i cicloni che si sono abbattuti, ci ricordano la fragilità di un territorio che necessita di una nuova grande stagione di cura, di lotta al dissesto idrogeologico, di manutenzione ordinaria e straordinaria. Servono certamente risorse. Ma occorre ripensare tutto: i modelli di intervento, gli strumenti, la pianificazione urbanistica, la gestione dei sistemi forestali, le modalità di ricostruzione delle opere, perché la natura prima o poi si riprende ciò che è suo.

I ritardi accumulati negli anni ci dicono che il modello stesso del Commissario straordinario Unico per il dissesto idrogeologico va ripensato. I Commissariamenti alle nostre latitudine non portano granché. Opere finanziate e non realizzate nell'ultimo decennio avrebbero certamente aiutato ad evitare esondazioni e danni.

Così come sull’erosione costiera, diversi interventi passano da anni, da una programmazione all'altra, impantanati fra mille pastoie burocratiche. E la linea ferroviaria tirrenica, mentre sogniamo l’alta velocità, rischia di essere inghiottita in alcuni tratti, con il concreto pericolo di un ulteriore, drammatico, isolamento.

È arrivato il momento di fermarsi, programmare e realizzare. È tempo che tutte le Istituzioni lavorino insieme, per un comune senso di responsabilità. È giunta l'ora di operare scelte urbanistiche sostenibili. I tempi sono maturi per una nuova stagione di mitigazione del rischio, di interventi di messa in sicurezza del territorio. Non solo opere di difesa idraulica, ma rafforzamento di quel presidio umano che oggi non c’è più, con una forestazione senza uomini che necessita, adesso più che mai, di un rilancio su prevenzione e protezione. Una forestazione moderna e multifunzionale, con un turn over che non può più essere rinviato, perché quanto avviene a valle, dipende anche da quello che non avviene più a monte. Affinché la Calabria non ritorni “sfasciume pendulo sul mare”, con un abbandono delle aree interne che genera conseguenze nefaste. Perché l’unica certezza che abbiamo è che gli eventi estremi saranno sempre meno estremi e sempre più normali.

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