PAOLA: UNA GIORNATA DA RACCONTARE “IL POETA ERNESTO CARNEVALE”

2026-01-11 20:10

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Comunicati Stampa,

PAOLA: UNA GIORNATA DA RACCONTARE “IL POETA ERNESTO CARNEVALE”

Ci sono momenti da raccontare, da condividere, da consegnare agli altri per conoscere e meditare. Ci sono uomini che regalano alla propria terra

Ci sono momenti da raccontare, da condividere, da consegnare agli altri per conoscere e meditare. Ci sono uomini che regalano alla propria terra il loro sapere perché essa possa custodire, a futura memoria, un incontro ricco di valori, di passione, di ricordi di un passato e di un presente ancora culla d’amore. La giornata da raccontare è quella dedicata ad un poeta di Paola, Ernesto Carnevale, di anni 94, che ci accoglie in casa con la moglie Tina per dare voce alla sua poesia. Scrive da molti anni, a leggere alcune meravigliose poesie, dedicate alla moglie e famigliari, è proprio la professoressa Tina, che nella sua vita professionale ha formato tanti alunni che ancora oggi si ricordano di lei. La splendida casa si presenta ben arredata in stile napoletano, tanti gli angoli ricchi di ninnoli, poi la sala che si accompagna ad una attigua con pianoforte, separata da una porta lo studio del poeta, sulle pareti tanti attestati di riconoscimenti tributati nel tempo per la sua arte poetica. Editrice il Velino di Rieti, la pubblicazione della raccolta di poesie “Luce sulle pietre” che Ernesto ci ha regalato dopo aver dedicato la copia con profonda stima e simpatia. Proficua l’intervista con il poeta, la tenerezza tra la coppia è reale e si dovrebbe dipingere nelle menti dei giovani che frettolosamente decidono di separarsi alle prime schermaglie. Tre figli, il coronamento di un amore intenso che perdura ai giorni nostri e ci accorgiamo immediatamente che ne è valsa la pena dedicare un po' del nostro tempo ad un personaggio che ha varcato i confini nazionali con la sua poesia, intensa e passionale, come è stata la sua vita da giovane. Tina ci delizia con i suoi racconti giovanili, il momento in cui Ernesto si è dichiarato, della sua scelta definitiva per la vita di legarsi ad un uomo che scoprirà essere un poeta, portatore di sani principi, di pace e di inclusione. E così scopriamo l’intensa attività di Ernesto Carnevale, nel 1978/79 ha curato la rubrica televisiva “Assistenza e Previdenza” a Tele A44 che serve un’estesissima fascia del litorale cosentino. Carnevale è stato Dirigente presso la sede di Cosenza dell’Ente Nazionale di Previdenza per i Dipendenti da Enti di Diritto Pubblico. Tanti i critici letterari che hanno parlato del poeta paolano, anche per questo sono molti i premi in concorsi letterari conseguiti a Roma, Napoli, Venezia, Riccione, Pescara, Scalea, Casano Jonio. Appassionato di filosofia, la rivista “Scena Illustrata” di Roma ha diffuso un suo saggio filosofico “Aspetti e concetto di libertà dell’Esistenzialismo”. La nostra attenzione è sulla poesia “Inutile poeta”: Tu ridi, o buonuomo se divento poeta. A che vale far versi? Anche il cielo è inquinato. Risponde la luna: io non sono più sola. E l’arcobaleno non ha i suoi colori. Ma se divento di sasso tu ridi, o buonuomo?”. Ernesto Carnevale ha più volte espresso il concetto di amicizia, il valore da dare a chi gli ha sempre dato conforto e presenza. Si rivolge al giornalista Armandino Nesi, di anni 92, che ancora oggi manifesta la stessa simpatia e coinvolgimento per la persona amica e per la letteratura che ha espresso negli anni nelle cittadine di Fuscaldo e Paola. Il clima è di quelli ottimali, in questo luogo si respira aria di cultura, amore, fratellanza, rispetto, calore umano, un grande affetto che dura da tempo. La giornata da raccontare è più che mai uno strumento che ci permette di cogliere aspetti della vita che non immaginavamo esistessero, concetti che risultano messaggi, valori dimenticati di cui questa casa è pregna. Le espressioni di padre Casimiro Maio risultano corollario di un quadretto familiare da incorniciare, mentre Cesare Reda consegna una delle sue croci benedette che portano conforto e la presenza di Cristo. La gioia e il sostegno a lievitare nella nebbia che si schiarisce mettendoti di fronte ad una delle esperienze più interessanti, stimolanti e affascinanti. Fare il cronista è questo, curiosare per estrarre i contributi più singolari, per portare attenzione e piacere ad un pubblico di lettori numeroso. Questi anziani soggetti non hanno bisogno di ritrovarsi e generare il confronto, rappresentano loro stessi un enorme contenitore al quale attingere ogni qualvolta si ha bisogno di mettere in armonia la propria coscienza con la mente ed il cuore. Come non trascrivere i pochi ma significativi versi di “La vita”: Un sorriso, una lacrima. Un giocattolo infranto. E’ la vita di un bimbo. La vita dell’uomo”. Oppure “Ma tu…chi sei?”: Sotto la fioca luce del fanale dondola e ride alle case l’ubriaco e canta…e tace. Qualcuno passa e guarda. E lui: Perché disprezzi? Di me, che sai? Che pensi?...Io sono folle, forse. Ma tu, chi sei?”. Sono queste storie da raccontare che danno linfa ad un’idea maturata e messa in pratica che è quella di registrare ogni momento per far conoscere menti e personaggi meravigliosi che in silenzio sono riusciti a contribuire a rendere grande la Calabria, un popolo sempre al limite di ogni cosa, perseguitato, vessato, intimorito, a volte anche disprezzato da chi si sente superiore. Questi incontri particolari rimettono tutto a posto, si leva in alto il suono di chi ha dato tanto per cambiare ogni nomea, sono cuori che battono all’unisono per l’amata terra e mai nessuno potrà scalfire l’unione sincera, neppure i denigratori di un popolo che lo fanno di mestiere senza conoscerlo sino in fondo. Il ritorno è tanto ricco da riempire non una tinozza ma un barile di pensieri, orgogliosi più che mai di appartenere a questa terra meravigliosa che ha dato i natali a gente come Ernesto Carnevale divenuto esperto di filosofia e letterato, coltivando un dono ricevuto da Dio.

Ermanno Arcuri   

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