LA STRINA A BISIGNANO

2026-01-03 11:57

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Territorio,

LA STRINA A BISIGNANO

Ci sono tradizioni tipicamente territoriali, che fanno di una città, provincia, regione, come in questo caso del Meridione

Ci sono tradizioni tipicamente territoriali, che fanno di una città, provincia, regione, come in questo caso del Meridione, che costituiscono l’identità di un popolo. L’Associazione TarantAcri folk, costituita da un gruppo di persone dedite a portare nelle piazze, nelle strade e perfino nelle case, tanta allegria. Diventano personaggi di molte comunità, infatti, sono richiesti in vari comuni della provincia, mettendo sempre a disposizione la loro bravura al servizio della gente, rallegrando e coinvolgendo il più possibile nel canto e nella danza. Direttrice artistica è la bella costumista Maria Capalbo, che ha saputo plasmare un gruppo di persone animate da passione e sensibilità, portando un contributo notevole alle persone che sono sole. TarantAcri, anche a Bisignano, ha portato il calore e il sorriso, la gioia nelle persone, felicità, spensieratezza ed infine anche serenità. Il volto di chi riceve la “Strina cusentina”, diventa dolce, accetta di buon grado l’esibizione del gruppo che ammantellati suonano e cantano, mentre le donne ballano in continuazione. E’ successo anche presso l’abitazione della poetessa Marisa Luberto, che ha aperto la porta di casa, restando quasi incredula a questa invasione pacifica ed allegra, accogliendo il gruppo che intonava le parole come: “stu patruni i casa e nu Signore, oi nu Signore. Na datu u vinu proprio cu ru core na datu u vini proprio cu ru coru”. Stornelli che rimbombano maestosi, portatori di tranquillità, di dolcezza, di familiarità. E come tradizione insegna in questo periodo festivo, si finisce sempre a taralluzzi e vinu, perché i musicisti chiedono solo questo, non vogliono soldi, si organizzano e vanno dappertutto per solidarietà, per portare un briciolo di gioia in cuori che ne hanno bisogno. Particolarmente felice la padrona di casa che per la prima volta ha ricevuto una grande attestazione di affetto con la cornice della musica e la danza, con le parole che hanno dipinto un quadro difficilmente da non apprezzare. Come non fissare l’obiettivo sul sorriso più bello e simpatico della fisarmonicista Nunziatina Servidio, poi c’è il pluristrumentista, nella serata specifica rullante, Roberto Scaglione, più conosciuto come “cullurielli”, un vero artista a preparare questa tipicità locale. Per mantenere alto il momento ci pensano Maria Capalbo all’organetto, Brunella Gabriele e Ilaria Marano che si librano come fantasiose farfalle al suono tipico della strina o della tarantella. C’è anche Giovanni Battista Amato con la fisarmonica e la sua voce, intonando alcune canzoni della tradizione acrese portate in auge dalla band i Cantannu Cuntu, con lui Agostino Murano al tamburello. Alabardati con mantelli si introducono nelle famiglie portando tanta allegria. L’opera meritoria di questo gruppo si sta allargando a macchia d’olio, TarantAcri folk è molto richiesto, la loro spontaneità, la simpatica freschezza e cordialità sono le doti che contraddistinguono la sincerità della missione che si sono prefissi nel dare conforto a chi si sente solo e lo fanno con un cuore immenso intavolando nuove amicizie e progettando continui “viaggi d’allegria”, posiamo chiamarli così il radicamento sul territorio di chi porta speranza in casa altrui in punta di piedi, anzi in musica e danza.

Ermanno Arcuri      

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