SI SCOPRE LA VERGOGNA DELLA MALA GIUSTIZIA

E’ di ieri sera che la Quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha deciso di trasferire gli atti del processo Prisma riguardante la Juventus nella Capitale, dove ha sede la Borsa. Oggi i titoloni di tutti i giornali sportivi non possono dire il contrario dalla realtà, Tuttosport titola: “Processo a Roma per incompetenza territoriale della procura di Torino. Inchiesta Prisma: La Cassazione dà ragione alla Juve”. Cosa significa tutto questo? Che il procuratore Santoriello con gli altri due pm della Procura di Torino, Marco Gianoglio e Mario Bendoni, che puntavano a mantenere il tutto nel capoluogo piemontese non raggiungono il risultato sperato e quindi in parole povere non avevano alcun diritto territoriale di indagare, come hanno fatto con intercettazioni pari per la malavita organizzata e costata in soldoni tantissimo ai contribuenti, il tutto per incastrare i bianconeri e demolire il piedistallo su cui si ergevano nei confronti degli altri club italiani. L’inizio è l’odio per la Juventus. Non è questa la giustizia, infatti, quella sportiva prende atto delle intercettazioni e con il pm Chinè riescono ad ottenere in una farlocca scala di su e giù ben 10 punti di penalizzazione definitivi che pregiudicano il terzo posto in classifica e la partecipazione alla Champions attuale. Oggi si scopre che non avevano alcuna competenza di indagare i pm torinesi su un qualcosa che fanno tutti e in questo modo la figuraccia della Procura di Torino è completata. Andrea Agnelli è l’unico che tiene duro, si sa che per la giustizia vera ci vuole tempo ma arriva e l’ex presidente della Juventus attende con calma e rispetto ciò che la FIGC dovrà risarcire per il danno prodotto. La competenza territoriale, quindi, passa alla Procura di Roma dove ha sede la Borsa e che non ha mai indagato per questo, anzi sulle plusvalenze anche la Procura di Bologna nei riguardi della compravendita di Orsolini ha archiviato il caso. Risultato, che l’impianto Prisma è dettato dall’odio per quei colori che per nove anni ha vinto il campionato italiano. Dopo mesi in cui le prime pagine e non solo dei giornali hanno titolato, tutti i giorni, cosa rischiava la Juventus e in che guaio si erano cacciati Agnelli, Nedved, Arrivabene e Paratici, invece, si comincia a vedere la luce della verità. L’impianto accusatorio resta, ma cosa deciderà la procura di Roma? E Gabriele Gravina che ha fatto di tutto, da presidente della Federazione Giuoco Calcio Italiano, a colpire il brand Juve e che oggi ne patisce le conseguenze con le disdette degli juventini che complicano di molto i diritti tv, perché non si dimette dopo la figuraccia fatta anche con l’ex ct Mancini della nazionale e la mancata qualificazione ai mondiali dello scorso anno? Questi signori come Ceferin, presidente UEFA, lo stesso Paltinì li chiama poltronari, cioè persone che sono attaccati al potere, che non conoscono il calcio e che lo stanno distruggendo. Gli arabi insegnano che con i soldi si possono comprare i migliori calciatori e così impoverire perfino la Premier League in Inghilterra, se si va avanti così diventerà un campionato come quello italiano che conta veramente poco. Ovviamente esultano i tifosi della Juventus, quelli che hanno sempre creduto nell’innocenza dei vertici societari che si sono dovuti dimettere e che la proprietà ha fatto un concordato per chiudere una vicenda che si pensava potesse danneggiare ulteriormente la società con l’esclusione dalle coppe europee per diversi anni. Questa la minaccia. Intanto si attende cosa deciderà la Corte di Giustizia Europea sulla Superlega che in questo momento è imbrigliata politicamente, ma se dovesse dare ragione a chi la voleva, il trionfo di Andrea Agnelli sarebbe totale. Il pm Ciro Santoriello, tifosissimo del Napoli, da mesi trasferito alla Procura di Cuneo, con il ruolo di procuratore aggiunto non se ne sente più parlare dopo la figuraccia con le frasi inopportune che i social hanno evidenziato in cui affermava di odiare la Juventus. Andare alla Procura di Cuneo è ritenuto un avanzamento di carriera. Comunque, per l’inchiesta Prisma da lui ideata è finito nella bufera e per la metà dei tifosi italiani, quelli bianconeri, il dato è tratto. L’antijuventinità e specie l’odio per la Juventus ha creato non solo imbarazzo al magistrato, ma ha sollevato un putiferio a livello di sistema, anche il vicepresidente del Collegio di garanzia del Coni, Sandulli, si è autosospeso mesi fa, proprio durante il procedimento che ha coinvolto il club bianconero. Senza entrare nei particolari che ormai è storia risaputa, gli juventini scettici anche loro sono serviti, non è stato dimostrato che il bilancio è stato falsato, che la Juventus ha fatto false comunicazioni, che ha fatto aggiotaggio, ma c’è di più il club bianconero è pronto a dimostrare il proprio comportamento trovandosi impelagata in una vicenda grottesca volutamente esagerata. Alla fine di tutto ciò si comprenderà il teorema chi l’aveva ideato e per quale motivo e sarà chiaro anche agli antijuventini che ragionano non solo per appartenenza di maglia. Giustizia si farà, come sta venendo fuori, dopo circa venti anni, tutto ciò che di losco è stato fatto a calciopoli. La Gazzetta dello Sport titola oggi: “Vittoria Juve. Il processo Juve si sposta da Torino a Roma” e il Corriere dello Sport “La Juve esulta il processo Prisma si sposta da Torino a Roma come chiesto dai bianconeri la Corte di Cassazione ha dichiarato l’incompetenza del tribunale torinese”. Se i giornali sportivi, che lucrano grazie alla Juventus, fanno questi titoli, dopo mesi e mesi per distruggere mediaticamente la società, significa proprio che Santoriello e company l’hanno combinata grossa. Per Chinè e l’ingiustizia sportiva non ci sono parole per commentare il loro operato ingiusto sin dalla radice.

Ermanno Arcuri