L’EMOZIONE DI UNA PASSIONE “FINO ALLA FINE”

La serata dedicata ai 100 anni di proprietà della famiglia Agnelli della Juventus con la presenza di campioni che sono diventati leggenda, ha suscitato tante emozioni nei tifosi che hanno potuto seguire lo spettacolo sia da casa in tv che al Palaalpitour. Si concludono con questa serata magica i festeggiamenti, ma ci sembra doveroso constatare che la società è l’unica a poter vantare una proprietà lunga un secolo e con l’intenzione di andare avanti per riproporre una squadra degna dei trofei vinti che sono ben 82. Infatti, il Museum è stato ingrandito e reso fruibile anche digitalmente. Poter ammirare i trionfi a strisce bianco e nere è sicuramente un incentivo in più a far visita a Torino. Lo spettacolo misto a musica e ricordi, ha reso tutto molto gradito, anche se è stata la partitella tra black e white ad illuminare con le sue stelle non solo il gioco ma la stessa atmosfera. In panchina Michel Platinì e Gianluca Pessotto ed anche Marcello Lippi, con tanti calciatori che hanno fatto grande il Club e conquistato trofei in continuazione. Rivedere Storari, Carrera, Di Livio, Pepe, Ravanelli, Ferrara, Evra, Mandzukic, Davids e Del Piero, per la Juventus White: Peruzzi, Torricelli, Iuliano, Conte, Matri, Montero, Barzagli, Marchisio e Zidane, che hanno scritto la storia del calcio mondiale, ha riportato il sorriso ai tifosi della Vecchia Signora. Sono state registrate intense emozioni, perché in quel passato di calciatori presenti ognuno ha rivisto scorrere gli anni della propria vita. Ci voleva questa immersione tra i trofei e vecchie glorie di una Juventus che sta rimettendo le basi per rilanciare con più forza il suo brand. Non c’erano Andrea Agnelli e neppure Pavel Nedved, ciò rattrista perché hanno contribuito moltissimo alla conquista di tante coppe e sembra un paradosso che, invece, ci fosse Massimiliano Allegri e non il suo presidente, ma sono casi della vita che si chiariranno in futuro perché la Procura torinese ha una grossa colpa in questo, in tanti conoscono le vicende che da un anno hanno turbato e non poco l’ambiente juventino. Serata emozionante con Alessandro Del Piero osannato dai tifosi sin dal suo ingresso e poi al suo goal. Belle le immagini scorrere dei nomi dei giocatori che non ci sono più, ma che hanno fatto grande il Club, come l’indimenticabile Scirea e poi emozionante al nono minuto si ferma il gioco per ricordare capitan Vialli che ha vinto con la Juventus la Coppa dei Campioni. Insomma, i ricordi del passato e il presente hanno intriso di gioia l’ambiente con tanti telefonini a filmare e scattare foto ai campioni tutti a disposizione. E’ stato stupendo rivedere Antonio Conte indossare la maglia a strisce e giocare, la pelle di questo ex giocatore e di affermato allenatore è e rimane a strisce bianco e nere, è stato emozionante anche questo aspetto in prospettiva futura. Ma sarebbero stati molto di più i campioni che hanno indossato questa casacca tra la più amata ed odiata in Italia. Ne citiamo uno su tutti: Marco Tardelli. Odiata perché i tifosi delle altre squadre italiane invidiano il carnet così ricco di chi porta sul petto la triplice stella, ma anche amata con passionalità da intere generazioni di tifosi che hanno scelto questa maglia nello sport più seguito. La proprietà con John Elkann, ai microfoni di Sky, ha sottolineato l’intenzione di proseguire ed investire sulla Juventus, il gioiellino di famiglia non si tocca. Se Andrea Agnelli è più ruspante e tifoso, il cugino sembra più distaccato e freddo, che ama il golf, ma poi ascolti che tra i giovani ci sono i suoi figli a militare nelle giovanili maschile e femminile, ciò depone a suo favore di come un domani questa dinastia familiare continuerà con le prossime generazioni. Se per i giocatori definiti leggenda è stato un bagno di folla, per loro è stato un onore ed un privilegio far parte ancora oggi della famiglia Juventus. L’abbraccio di Marcello Lippi a Massimiliano Allegri, commovente, così tutto il resto ed è stato un insegnamento per i calciatori di oggi che compongono la rosa della squadra, che hanno potuto ammirare quanto sono amati i giocatori senza tempo perché lo saranno per sempre. Già quel monito “fino alla fine” e per sempre trionfa ancora adesso e le coreografie scelte per lo spettacolo l’hanno messo in evidenza. Nessuna società può vantare una longevità così lunga di proprietà da parte di una stessa famiglia, perché quelle che vanno per la maggiore sono in mano a fondi o personaggi di altri Paesi, almeno il questo nessun antijuventino può obiettare nulla.

Ermanno Arcuri