CUORE A STRISCE: LO SFOTTO’ SIMPATICO

Il titolo di questo pezzo è insito nella foto che pubblichiamo, parleremo di sfottò goliardico genuino, simpatico e mai infiammando gli animi, anzi, rispettando tutte le tifoserie ed accettando anche le goliardie di queste. Ma parliamo prima dei bianconeri, il bianco che abbraccia il nero. Tutti la davano in serie B o peggio ancora radiata la Juventus, poi si sono convinti anche gli scettici che ad escogitare un sistema è stata l’UEFA e la stessa FIGC, inutile raccontare ciò che è stato fatto per cercare di distruggere le velleità della Superlega di Andrea Agnelli e che ora sembra proprio voglia farla Ceferin che a suo tempo era stato avvisato dallo stesso Agnelli, ma non ne voleva sapere di mollare soldi e soprattutto la poltrona. In campionato è successo che la Juventus prende botte a Reggio Emilia con il Sassuolo ed è capace di fare quattro reti nella propria porta. Un vero primato che a detta di mister Allegri ciò si verifica una volta ogni tanto. A dire il vero non era mai accaduto e purtroppo è successo, perché i quattro goal incassati è frutto di disattenzioni cubitali da parte dei calciatori juventini. Poi c’è stato il passettino in avanti con il Lecce allo Stadium, dove i salentini non hanno impensierito l’estremo difensore polacco, ma hanno reso la vita difficile a capitan Danilo e compagni che con una rete portano a casa i tre punti. A Bergamo con l’Atalanta di Gasperini ancora un punto con la difesa a fare gli straordinari, specie nella fase finale della partita con la Dea padrona del campo. E si giunge al derby, alla stracittadina con il Torino e si temono disastri visto le defaillance degli attaccanti Chiesa e Vlahovic però convocati dalle rispettive nazionali. Il matadhòr è sempre la Juve a matar ancora una volta il Toro. Massimiliano Allegri supera Trapattoni per le stracittadine vinte con i granata che non vincono dal 26 aprile 2015. La Juventus ha vinto più derby ben 92 e 56 i successi del Torino con 58 pareggi.  La partita si mette in discesa non solo per la pochezza dei granata, ma perché la Juventus nel secondo tempo la domina e trova due belle reti e qualche altra avrebbe arrotondato ulteriormente il risultato. Succede che la tifoseria bianconera è molto divisa tra Allegri out e chi lo vuole in panchina sino a giugno e mentre la società versa un aumento di capitale di altri 200 milioni di euro dimostrando che il gioiello di famiglia non è in vendita, ci si intristisce per una sconfitta e ci si esalta per una vittoria addirittura parlando di competere per lo scudetto. La risposta si avrà dopo la sosta del campionato a San Siro, il Milan affronterà la Juventus e lì i ragazzi esaltati dalla bella prova riscatto di Gatti nel derby dopo Sassuolo, sono chiamati a misurarsi con le big del campionato. Se sarà vittoria allora si potrà pensare a contendere lo scudetto alle milanesi e al Napoli, per il momento Pioli è a + 5 e Inzaghi a +2, i bianconeri stanno dietro ma in linea per un posto in Champions. E veniamo alla goliardia che non guasta tra le tifoserie se fatta con simpatia e non si eccede, in questa ottica l’autostoppista della foto rigorosamente in abito bianco e nero innalza un cartello e cosa vuoi dire ad una bella ragazza che ringrazia il papà? Questo spirito dovrebbe regnare tra le tifoserie d’Italia e non l’odio di cui si parla troppo spesso e fomentato dai giornali che non educano e neppure informano correttamente. Come di consueto il cuore bianconero non è solo presente e futuro ma è anche passato che è stato glorioso. Proprio per questo ricordare alcuni campioni è motivo d’orgoglio. Dopo il numero uno Combi, continuiamo con i numeri uno e questa volta la domanda specifica: chi si ricorda di Roberto Anzolin? Nato nel 1938 è morto nel 2017, nel ’76 il primo ingaggio con il Casale Foot Ball Club, nel ’75 A.S.D. Riccione 1929, poi a Palermo nella stagione 1959/61 e dopo finisce alla Juventus difendendo la porta dal 1961 al 1970. Roberto Anzolin mentre era in campagna nel 1997 venne colpito da un principio di infarto con conseguenze gravi evitate dal tempestivo intervento del medico personale. Dopo la Juventus ha militato nell’Atalanta, Lanerossi Vicenza, Monza, Riccione, Juniorcasale e Valdagno. In nazionale ha militato nell’Under 21 con l’Italia B e con la nazionale italiana. Dopo aver smesso di giocare è stato allenatore. Da giocatore la Juventus soffiò il portierone al Milan grazie ad un’offerta superiore di cinque milioni di lire. A Torino divenne uno dei punti fermi dei bianconeri per tutti gli anni ‘60, perdendo la titolarità solo nella nona e ultima stagione in favore del giovane Roberto Tancredi, e vincendo la Coppa Italia 1964/65 e lo scudetto della stagione 1966/67. Nella nazionale maggiore difese la porta subentrando in amichevole contro il Messico a Enrico Albertosi e poi fu convocato per il campionato del mondo del 1966 in Inghilterra. Il suo palmares ci dice che oltre la Coppa Italia e il campionato prima detto, vinse la Coppa Italia Semiprofessionista con il Monza nel 1973/74 e 1974/75; con la Juventus vinse anche una Coppa delle Alpi nel 1963. Continueremo a parlare di estremi difensori tra i pali dell’amata Juventus prima di passare ad altri ruoli per ricordare vecchi campioni che hanno fatto non solo la storia della Vecchia Signora ma anche della nazionale, perché questa società e questa squadra hanno sempre dato un supporto notevole ed in alcuni casi vittoriosi alla maglia azzurra.

Ermanno Arcuri