COME E' STATA DECISA L’AGGIUNTA “D’EPIRO” AL PAESE DI SANTA SOFIA

SANTA SOFIA D’EPIRO – Alcuni avvenimenti vengono ritenuti casuali oppure il risultato di alcuni eventi naturali spontanei invece sono prodotti dalla mirata ed efficace azione degli uomini previdenti ed attenti al cammino della storia. Quando ciò sia vero ne ho avuto una ulteriore e gradita prova in questi giorni. Da tempo il bibliotecario di Santa Sofia d’Epiro, Franco Antonio Miracco ha cercato atti che chiarissero in modo certo il quanto ed il come a Santa Sofia fosse stata aggiunta la denominazione “d’Epiro”.  La tesi più ricorrente era che si trattasse di procedure necessarie dopo l’Unità d’Italia per distinguersi da tanti paesi omonimi con una indicazione geografica oppure legate a vicende storiche peculiari dei paesi oggetto dell’integrazione a suffragare tale considerazione molteplici riferimenti.  Pochi giorni fa la mirata e mai sospesa ricerca del Miracco ha ottenuto la tanto grata autorizzazione storica di immensa importanza per il nostro paese.  Il decreto datato 4 gennaio 1863 e firmato dal Re Vittorio Emanuele, nel leggerlo, ancora una volta l’orgoglio di noi Sofioti ha avuto ragione di esistere.  Il 18 ottobre del 1862 il Sindaco del tempo Giovanni Vincenzo Becci insieme al capo dei decurioni, Vincenzo Baffa Trasci, i consiglieri comunali del tempo, elaboravano una delibera di Consiglio Comunale chiedendo che a Santa Sofia della Calabria Citra, venisse aggiunto l’appellativo “d’Epiro”.  Tale deliberazione veniva inviata al Ministero dell’Interno per l’Iter Amministrativo, concluso come già riportato. Credo che ne parleremo nei prossimi giorni, del valore del documento, voglio solo e non è poco evidenziare la lungimiranza culturale interiore del sindaco Becci, non ha pensato ad un aggettivo qualsiasi (Albanese o simile) ma al raffinato termine “d’Epiro”, storico luogo dell’Albania già patria del noto Re Pirro. Testimonianza attestabile e verificabile della validità di tanti personaggi della nostra meravigliosa comunità: tutto pensato e guidato ad esaltare il nostro essere, senza negare la nostra provenienza. In questa direzione va sentito e vissuto il monumento dal titolo “Albanesi in Italia” dello scultore Calabrese A. Aligia posto accanto al palazzo Bugliari Museo del costume. Siamo Profondamente radicati in Italia ma sempre con lo sguardo rivolto in oriente fieri di essere Sofioti.

ENZO BAFFA TRASCI