SANT’UMILE  DA BISIGNANO RESTITUISCE LA VISITA A SANT’ANGELO D’ACRI

SANT’UMILE DA BISIGNANO RESTITUISCE LA VISITA A SANT’ANGELO D’ACRI

E’ stata una serata ricca di emozioni e di grande partecipazione quella dello scorso 17 ottobre. I due santi di Calabria, Angelo ed Umile, si sono incontrati ad Acri. Il frate di Bisignano ha restituito la visita in occasione dei festeggiamenti del 349° anniversario della nascita di Sant’Angelo. Tanti i fedeli a sostegno di questa iniziativa, che attraverso la santità hanno incarnato l’unità di due popoli vicini. Le statue sono state portate in un lungo e faticoso percorso attraverso le cosidette “cavarelle”, vicoli stretti che attraversano l’anima della città di Acri, per poi giungere sul piazzale antistante la Basilica di Sant’Angelo. Dopo i fuochi pirotecnici, all’esultanza “viva Sant’Umile e viva Sant’Angelo”, è iniziata la cerimonia solenne celebrata dal Ministro Provinciale dei Minimi, Padre Fabio Occhiuto, che ancora una volta nella sua omelia ha esortato tutti a superare invidia, diatribe, divergenze, astio, tutto ciò che divide, ritrovando nell’insegnamento dei due santi la vera essenza della vita, l’amore verso il prossimo, tendere una mano a chi soffre. Ogni parola scandita, ogni preghiera vissuta, accompagnate dal suono melodioso dell’organo, ha generato una sentita partecipazione. Lo stesso Padre Francesco Donato, Guardiano dei Cappuccini e Rettore della Basilica, ha voluto sottolineare questa giornata storica, di santi testimoni di vita, che hanno illuminato il cammino francescano di Calabria. A suggellare questo momento anche il Padre Guardiano del convento di Sant’Umile, Antonio Martella ed il Provinciale dei Cappuccini, Pietro Amendola, mentre i sindaci, Pino Capalpo di Acri e Francesco Lo Giudice di Bisignano, sono intervenuti auspicando sempre maggiore condivisione fra le comunità ad iniziare dalla via dei santi ormai già a disposizione dei pellegrini. Comunità consapevole della propria identità, gioiosamente unite attraverso un patrimonio da non disperdere, ma che si rafforza nei secoli, contagiando ogni generazione. Nella Basilica di Sant’Angelo si sono vissuti sentimenti difficili da descrivere, tanto compenetrati nei presenti con infinito amore.  

                                                                                                        Ermanno Arcuri