MARIO SPOSATO TRA DADAISMO E NOUVEAU REALISME

MARIO SPOSATO TRA DADAISMO E NOUVEAU REALISME

Lo scorso 6 aprile l’inaugurazione della mostra dell’artista Mario Sposato originario di Acri, ma che vive e lavora a Crotone. La mostra resterà allestita sino al prossimo 12 maggio presso il MACA, il museo acrese per l’occasione il palazzo Sanseverino-Falcone sta diventando il palazzo dei musei per aver presentato anche una serie di esemplari di flora del territorio. Presente all’inaugurazione l’artista Mario Sposato, che ci ha rilasciato una bella intervista dove si racconta e ci spiega come le pensa e le crea le sue sculture. Il marchio Sposato nel crotonese è di vera qualità nel settore turistico, ma Mario si allontana dalla vocazione artistica, che si manifesta spesso nella musica come lieto passatempo. Sentendo su di sé il carico artistico del fratello poeta Pino, partendo da materiali di riciclo inizia a riempire ogni angolo della struttura di famiglia. Un’arte che mescola l’irridente fantasia dell’autore con la necessità materiale attuale del riciclo, un lavoro che oltre a lasciare a bocca aperta, fa bene al mondo. Una mostra particolare, quindi, compresa nel progetto Bancartis, con allestimenti decisi dal curatore del museo, Silvio Vigliaturo. All’inaugurazione erano presenti anche l’assessore comunale alla cultura di Acri, Giuseppe Giudice, Angelo Vaccaro e Anselmo Villata che nel suo intervento afferma:”l’amore per la propria terra è un sentimento che nei secoli ha caratterizzato molti esponenti del mondo culturale e artistico che hanno trattato la questione da differenti punti di vista e con molteplici modalità espressive, di chi ha trasformato la nostalgia per il distacco dal territorio natio in ispirazione e forza realizzativi a chi ha legato il proprio nome a luoghi che ha fatto propri sia in termini di appartenenza che di azione. Dal Globo realizzato con chip e schede elettroniche, ai volti assemblati, ai manichini rivitalizzanti e resi personaggi attraverso l’applicazione di cavi elettrici, accessori di moda, oppure resi misteriosi individui mascherati da applicazioni di bottoni, le opere di Sposato assumono anche un significato e un fine che parte dall’amore per la propria terra di origine e giunge all’amore per la terra nel suo complesso”. Mario Sposato è attento alla salvaguardia dell’ambiente, inteso come ambiente naturale, ma anche come ambiente umano e sociale. “Tutto inizia da bambino – afferma l’artista Mario Sposato – mio padre ha insegnato al rispetto della natura. Ricordo la cantina dove si conservavano tante cose. Oggi posso dire che mio padre aveva ragione, perché quelle cose vecchie avevano ed hanno un valore inestimabile. Oggi abbiamo più bisogno di ieri di un messaggio di riciclo ed io lo faccio con la mia arte. Sono un creativo e vedo al di là, quando vedo delle cose accantonate immagino già l’opera da realizzare”. In queste sculture l’esempio delle torri gemelli per non dimenticare, così come il Colosseo realizzato da 250 lucchetti. “Una mattina mi ha chiamato un amico che mi ha dato i lucchetti di cui avevo bisogno, nella notte avevo pensato come utilizzarli e così è nato il mio Colosseo. L’arte è un dono di Dio, una vocazione. La fantasia inizia da piccolo perché mi costruivo i giochi da solo, nel dna della mia famiglia è innata la forma artistica, come quella culinaria o poetica. La mia è una vocazione, dopo la morte di mio fratello dieci anni fa mi è venuta la voglia di esprimere la mia arte”. A termine della conversazione, prima di salutarci, il maestro Mario Sposato ci invita all’inaugurazione di una sua opera che consegnerà al Comune di Crotone nei prossimi mesi.

                                    Ermanno Arcuri