DUE PRESIDENTI A SAN DEMETRIO CORONE

DUE PRESIDENTI A SAN DEMETRIO CORONE

Evento di grande importanza con due presidenti in contemporanea in visita al Comune di San Demetrio Corone. Imponente lo spiegamento di forze di polizia e rigido il cerimoniale, che ha avuto un prosieguo più del dovuto con gli interventi istituzionali. La mattinata dello scorso sette novembre, sotto un cielo plumbeo a tratti la pioggia insistente si è fatta sentire, scolaresche e cittadini muniti di bandierine dei due Paesi, Italia ed Albania, hanno festeggiato l’arrivo dei presidenti delle rispettive nazioni, Mattarella e Meta. Il presidente italiano è giunto in elicottero e poi scortato dalla polizia a bordo della macchina blindata istituzionale si è presentato presso il Collegio Sant’Adriano, struttura che racconta la storia culturale ed anche politica del meridione e dell’unità d’Italia. Mattarella si è avvicinato ai bambini e con loro ha scambiato qualche parola, a pochi minuti è giunto Meta, che si è lungamente intrattenuto con la gente del luogo e poi scortato anche lui all’interno del collegio. I due presidenti hanno assistito ad un canto e balletto arbereshe nel chiostro di Sant’Adriano e poi visitato la chiesa eretta da san Nilo di Rossano per poi scoprire una targa memoriale. All’interno della struttura il protocollo presidenziale con quattro corazzieri a cornice, ha fatto registrare gli interventi del presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, del sindaco sandemetrese, Salvatore Lamirata, del governatore della Calabria, Mario Oliverio e dei presidenti della Repubblica d’Albania, Ilir Meta e italiana Sergio Mattarella. La presenza dei due presidenti in contemporanea resterà nella storia di questa comunità e degli arberesche in generale, che rappresentano una minoranza ben integrata in Calabria, la più importante in tutti i secoli di storia arbereshe in Italia. Meta ha parlato degli arbereshe, popolo fiero che resta collegato alla madre patria, che crea un ponte d’amicizia ed integrazione. Una nuova politica più collaborativi tra due stati amici, con il Meridione sempre più vicino ai Balcani. La finalità di questa visita è proprio questa, recuperare quei valori di cui la Calabria con l’Albania ed il Kosovo devono trovare più collaborazione, con gli italo-albanesi di Calabria che vogliono continuare ad essere esempio mondiale di diversità culturale senza conflittualità. Sotto questo spirito reciproco di integrazione e tolleranza si è scritto una delle più belle pagine nel dimostrare al mondo che coesistere è possibile. L’ex monastero basiliano millenario di Sant’Adriano è stato oggetto di celebrazione della figura di Giorgio Castriota Skanderberg, morto nel 1468 dopo aver combattuto la dominazione turca dei Balcani per costruire un Principato albanese indipendente e dare unità nazionale. Grazie ai principi Sanseverino di Bisignano, una delle più illustre casate storiche italiane, di cui Antonio sposa Erina Castriota Skanderbeg, in molti dall’Albania si rifugiarono in Calabria, dove costituirono più comuni giunti sino ai nostri giorni. Erano presenti i sindaci dei comuni calabresi arbereshe con la fascia tricolore.

                                                                                  Ermanno Arcuri

                                                                                  ermanno.arcuri@tiscali.it