RONALDO ALLA JUVENTUS

RONALDO ALLA JUVENTUS

Lo dicevo nel pezzo dedicato al numero uno dei numeri uno, Gianluigi Buffon, mai avrei immaginato di scrivere sulla bandiera juventina oggi a Parigi, ma men che meno avrei immaginato di trattare il più grande goleador europeo che vestirà la maglia bianconera. Oggi non c’è giornale, locale o nazionale, che non parla di Cristiano Ronaldo alla Juve, non c’è giornale generico che non tratta in prima pagina dell’affare del secolo, non c’è testata estera che non si occupa di questo trasferimento. E così, anche nel nostro piccolo vogliamo affrontare questa grande gioia, che non deve essere solo dei tifosi juventini, ma dell’Italia intera. Dei trofei Ronaldiani ne parlano tutti, che ha segnato in Champions più goal dell’intera Juventus è ormai risaputo, pallone d’oro, scarpa d’oro, insomma un palmares invidiabile. Io vorrei parlarvi non di Ronaldo calciatore, fisico perfetto, insaziabile di vittorie, di una Madrid che senza il suo campione diventa più povera calcisticamente, ma dell’uomo più conosciuto al mondo, più dei capi di stato, l’uomo Cristiano. Se di questi giorni si ricorda come il fenomeno sia rimasto colpito dalla sportività dei tifosi juventini, balzati in piedi ad applaudire la sua prodezza su rovesciata a Torino, infilando il pallone in rete, con un Buffon rimasto incredulo a tanto talento, pochi raccontano che questo campione ha rifiutato 100 milioni di euro all’anno per andare in Cina. La scelta di venire a giocare in Italia non è casuale se si cerca di percorrere i pensieri di Cristiano, perché ormai insofferente alla corte madrilena, dopo aver vinto anche in Inghilterra, non gli rimaneva che provare in Italia per suggellare i campionati più importanti dove aggiungere ancora tanti goal e tante vittorie. Una scelta dettata dal cuore, ma anche dalla certezza di fare bene e passare alla storia, come quel calciatore mondiale che ha vinto in tre nazioni diverse, quattro con il suo Portogallo, dove è nato e vissuto in una famiglia poverissima, con il padre giardiniere alcolizzato, un fratello che ha dovuto salvare dalla droga, una sorella e la madre che anzichè sgridarlo che non andava a scuola l’ha aiutato a fare una scelta precisa nella vita, diventare il calciatore più forte. Da piccolo seguiva la “Juve” e seppur a fine carriera il suo sogno s’è avverato. Percepirà lo stesso enorme stipendio che avrebbe preso a Madrid, quindi, non per soldi ha cambiato maglia, ma per il gusto di fare una nuova esperienza e regalare agli juventini qualcosa di enorme dopo aver segnato ai bianconeri molte delle sue reti euromondiali. Pochi raccontano che è molto unito alla famiglia, che con la sua posizione sociale ha voluto tenere unita, dopo aver vissuto in una casa di lamiera in cui ci pioveva dentro, ma pochi sanno che molti soldi li da in beneficenza, aiutando bambini che stanno male. Un campione in tutto? Certamente ha i suoi difetti, come tutti gli essere umani, ma ha dimostrato che è uomo d’altri tempi, ha dato una parola al presidente Agnelli è l’ha mantenuta. L’aspetto umano è quello che ci colpisce di più di questa macchina da goal, ma soprattutto azienda, attorno al suo nome lavorano ben 29 persone, proprio per questo non ci sembra irriguardoso non dedicarci al delirio dei tifosi juventini che sognano la Champions e neppure dei non juventini che possono gufare, ma è lo stesso ex presidente Moratti ad affermare che la Juve ha fatto un bel colpo e se lui fosse stato più giovane sarebbe andato a Barcellona per comprare Messi. Il prossimo non sarà un campionato come al solito, da sette anni la Juventus lo vince, non sarà neppure una Coppa Italia come le altre, la Juve la vince da quattro anni consecutivamente, non sarà neppure la stessa Champions, perché i bianconeri l’inseguono da un ventennio per riprovare ad alzare la coppa dalle orecchie grandi. L’effetto Ronaldo si vedrà presto ed arricchirà i compagni di squadra prima e poi tutto il calcio italico, d’ora in poi gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla serie A, che da anni ha perso quel dominio riconosciuto negli anni ’70-90. E poi soldi, tanti soldi, lasciamo fare i conti alla dirigenza juventina, noi miseri mortali innamoriamoci delle giocate di questo campione che dedicherà d’ora in poi a questa grande Italia che deve ritornare ad essere forte anche in azzurro, e questo succederà se nel nostro campionato arrivano gente come Cristiano e non piccoli giocatori dall’estero. Andrea Agnelli ha fatto un grande colpo, grazie, soprattutto, alla volontà di Cristiano Ronaldo, che ha scelto la Juventus. A tutti gli juventini, non è stato  un acquisto puramente commerciale, vi invito a trovarci il cuore nella scelta.

Ermanno Arcuri

ermanno.arcuri@tiscali.it