Proprio questo fine settimana era in programma la FESTA DELLA BANDIERA 22/23/24 maggio “rievocazione storica “a Morano Calabro!

Questo evento meraviglioso si organizza nel borgo del Pollino nel mese di maggio di ogni anno, in occasione della festa del Santo Patrono di Morano Calabro “San Bernardino da Siena”. Un tripudio di colori, suoni, bandiere di colore diverso per ogni rione del borgo, un tuffo nel passato, con la lettura dello Instrumento e la vittoria della Regia Bandiera da parte dei Moranesi sui Saraceni…sontuosi abiti, il corteo dei popolani, i musici, 0 artigianato, degustazioni e artisti di strada, nelle strade del borgo, profumi e sapori inebriano il visitatore.

 La festa della Bandiera rappresentava un evento che avvenne nella popolosa città di Morano, con l’arrivo dei Saraceni intorno all’anno mille. L’attore principale di tale manifestazione era il Mastro Giurato, il quale il primo maggio di ogni anno faceva piantare un albero di sambuco in dialetto “Maio” (sboccia il suo delicato e profumato fiore proprio in maggio, pianta magica definita la dimora della fata Holda), davanti l’abitazione del Principe. Tutta una serie di rituali nel corso dei primi diciannove giorni di maggio per le strade del Borgo, il Mastro Giurato faceva battere ogni mattina, un rullo di tamburo detto lo Scaramuzzo. Nel pomeriggio del diciannove maggio, il Mastro Giurato con tutta la sua famiglia, indossando gli abiti eleganti preceduti dal rullo dei tamburi si recavano davanti il Castello.

Qui avveniva l’incontro con il Castellano che aveva in custodia la Regia Bandiera. In essa appare lo stemma della città raffigurante la testa di un Moro, il cui capo è coperto da un cappello rosso e riporta l’iscrizione latina “VIVAT SUB UMBRA MORUS” (Viva il Moro nell’ombra).

Il corteo festoso si avviava per le strade del Borgo, fino ad arrivare nella Chiesa del Santo Patrono a cui da parte del Sindaco venivano consegnate le chiavi della città di Morano, questo rituale era un segno di grande devozione al santo per aver custodito e difeso la città dal popolo saraceno.

Un evento di grande rilevanza!

Una miriade di turisti provenienti da tutto il meridione assistono a tale manifestazione. Per tale motivo vi invito a partecipare il prossimo anno alla Festa della Bandiera, entrata a far parte dallo scorso anno, nel circuito prestigioso del CERS (Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche).

 

Ora è d’obbligo parlarvi della chiesa dedicata a San Bernardino da Siena, a Morano Calabro, venne edificata nel 1452 da Pietro Antonio Sanseverino feudatario di Morano e futuro Principe di Bisignano.

Grande la devozione verso il Santo Senese da parte del feudatario, tanto è vero che nella sola provincia di Cosenza troviamo tre monasteri dedicati a San Bernardino da Siena. Il Santo senese Bernardino degli Albizzeschi nacque nel 1380, ebbe una vita travagliata rimase orfano di genitori in tenera età. Furono le brave zie a crescere Bernardino, ebbe una educazione perfetta, crebbe in grazia di Dio infatti dimostrò subito il suo carattere gentile e servizievole legatissimo spiritualmente alla Madonna.

 All’età di vent’anni curò a Siena gli ammalati di peste e ne uscì illeso due anni dopo indossò l’abito talare. Fu un grande oratore ed era circondato sempre da una gran folla di devoti, seguì le orme di San Francesco d’Assisi, si deve a San Bernardino da Siena l’ideazione del simbolo dell’Eucarestia JHS.

Mi piace molto ricordare ai miei ospiti la figura di questo discepolo di Cristo, Lui è un Santo attuale in ogni epoca e oserei dire “MAI COME ORA” infatti tutela la categoria degli imprenditori onesti affermando i quattro requisiti fondamentali che un imprenditore deve avere: laboriosità-responsabilità-virtù e deve essere efficiente nella sua attività.

Era contro ogni forma di sopruso e contro gli usurai.

Tanto c’è da dire su questo Santo che ha compiuto meraviglie nella sua vita terrena.

Sale agli onori degli altari solo sei anni dopo la sua morte nel 1450.

Ritornando al Complesso Conventuale di San Bernardino da Siena a Morano Calabro, vi dico che è un vero e proprio gioiello in stile tardo gotico, presenta un Chiostro interno ricco, di affreschi parietali che illustrano la vita del serafico Padre “San Francesco d’Assisi”. La parte inferiore del Chiostro è rimasta più o meno integra con una serie di colonne ottagonali, la parte superiore è stata completamente ricostruita e gli spazi interni adibiti ad archivio storico, sala stampa, biblioteca scolastica e sala convegni.

Nel sagrato antistante la Chiesa vediamo davanti ai nostri occhi due splendidi portali in pietra gialla, il primo ribassato costituisce l’ingresso del Chiostro, l’altro acuto lanceolato alla chiesa. Meravigliose le tracce di affreschi presenti, in particolare una scena ben leggibile Cristo davanti a Pilato, la Preghiera nel Getsemani, La via Crucis e la Crocifissione.

Entrando in chiesa, si vive sin da subito lo spirito francescano. Semplicissima al suo interno, con un soffitto ligneo di una raffinatezza ineguagliabile(1538), unico in Calabria si presenta a carena di nave. Sotto l’arco Santo campeggia un Crocefisso, sotto il quale era custodita, una preziosa Pala d’altare il Polittico di Bartolomeo Vivarini 1477.

Oggi questa opera notevole, si trova nella Sagrestia della Chiesa di Santa Maria Maddalena.

Miei cari lettori, scopriamo le bellezze meravigliose della nostra Italia, custode in ogni suo angolo di tesori strepitosi!!

MARIELLA ROSE –GUIDA TURISTICA

www.perladelpollino.it