A BISIGNANO LA GIORNATA DELLA MEMORIA ISTITUTO “G. PUCCIANO”

Il 30 gennaio, l’Istituto Comprensivo Statale “G. Pucciano” di Bisignano, è stata tappa finale del programma organizzato dal Comune di Tarsia e dalla Fondazione Ferramonti per “non dimenticare” in occasione della giornata della memoria. Per un percorso di cittadinanza attiva e consapevolezza culturale, in memoria delle vittime della Shoah, delle persecuzioni razziali e di ogni forma di discriminazione è stato presentato a Bisignano, presso l’aula magna “Francesco Fusca” “Ascoltare, Leggere e Guardare per non dimenticare”. Mai come in questa circostanza gli alunni della scuola hanno partecipato attivamente ai lavori non solo con delle domande pertinenti, ma con il silenzio prolungato misto d’attenzione e di emozioni, proprio per questo la partecipazione si può considerare importante ai fini formativi. A ricevere gli ospiti, la Dirigente Scolastica, Raffaella De Luca, che festeggia la sua seconda laurea, mentre hanno preso parte: Franco Murano, Dirigente Scolastico; Roberto Cannizzaro, consigliere delegato alla cultura del Comune di Tarsia; Yolanda Ropschitz-Bentham, che ha testimoniato i tre anni trascorsi da suo padre presso il campo Ferramonti. Con il suo linguaggio per metà italiano ed inglese, ha raccontato ciò che il padre ha vissuto, uno dei primi internati nel campo, in cui non c’era solo dolore, ma anche la speranza per tanti motivi che i relatori hanno spiegato. A prendere parte la consulente letteraria del Comitato Dante Alighieri di Cosenza, Teresina Ciliberti, che ha ben interagito il suo dire con don Salvatore Belsito, autore del libro “L’Ecumenismo vissuto” che racconta di un prete che ha molto aiutato gli ebrei ed altri residenti, proprio nel campo di Ferramonti, a superare le divisioni religiose e collaborare attraverso l’arte e la musica, ma, soprattutto, sollevare dai bisogni chi viveva nel campo acquitrinoso recintato da filo spinato. Ad allietare i vari interventi, l’orchestra scolastica delle terze classi di strumento musicale, preparati dai docenti Pino Murano, Bruno Aloise, Rosa Mazzei e Virginio Aiello, che hanno intonato “la vita è bella” colonna sonora del celebre film di Roberto Benigni che ha ricevuto l’oscar e, soprattutto, l’esecuzione prima assoluta del brano “L’Angelo di Ferramonti”. Sono queste le testimonianze che rendono invalicabile il muro del disinteresse, di voler dimenticare dopo ottant’anni dalla seconda guerra mondiale che ha portato milioni di lutti. A concludere in modo egregio la giornata dedicata alla Shoah non solo esempi, ma la proiezione del contometraggio “L’Angelo di Ferramonti” del regista Pier Luigi Sposato, anche lui presente al dibattito, con scene girate tra le baracche di quello che è ormai diventato un simbolo dell’Italia Fascista e Nazista che aderiva alla persecuzione razziale.

Ermanno Arcuri